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Per chi ha trascorso gli ultimi anni in una caverna
May 19th, 2010The irRegularGame of Life
March 17th, 2010Ai tempi degli home computer, il Gioco della Vita di Conway era il listato in BASIC che prima o poi spuntava su qualsiasi rivista di informatica; in questo modo una generazione di ignari smanettoni ha appreso i concetti di base degli automi cellulari.
The irRegularGame of Life ne rappresenta una versione più competitiva.
Ferme restando le semplici regole che governano il Gioco, ovvero:
- Alla successiva generazione, una cellula viva circondata da meno di due cellule vive morirà di solitudine
- Alla successiva generazione, una cellula viva circondata da più di tre cellule vive morirà di sovrappopolazione
- Alla successiva generazione, una cellula viva circondata da due o tre cellule vive rimarrà in vita
- Alla successiva generazione, uno spazio non occupato circondato da tre cellule vive darà vita a una nuova cellula viva
ci troviamo a risolvere una serie di quesiti basati su un pattern iniziale (non modificabile) di cellule vive, una o più cellule "di scorta" posizionabili a proprio piacimento sulla griglia e infine una condizione, in base alla quale viene decretata la nostra vittoria - o altresi una sconfitta di quelle che bruciano. Di solito si tratta di sterminare estinguere tutte le cellule vive prima dello scadere di una certa generazione, oppure al contrario di lasciarle crescere & moltiplicarsi stile Summer of Love, fino a una quantità ben precisa.
E poi ci sono le combinazioni diaboliche tipo "Arriva alla generazione X con Y cellule in vita"; queste richiedono una confidenza non sempre elementare con alcuni pattern dal comportamento noto; comunque anche in questi casi sperimentando la soluzione prima o poi salta fuori.
Occhio al titolo del livello perché ogni tanto nasconde un suggerimento su dove sbattere la testa.
Richiede il Flash Player
JESUS CHRIST, IT'S A LION!
March 2nd, 2010E siccome c'è di mezzo Eyezmaze, è facile prevedere che l'operazione di salvataggio del pacifico (?) erbivoro (?) incontrerà dei momenti genuinamente surreali.
Cercate, cliccate, ragionate, non serve molto altro.
Ah, però di sicuro serve il Flash Player
sivedeunasega
November 10th, 2009Se il signor Andrew Russell fosse nato a Fucecchio, il titolo sarebbe stato questo; immaginatelo sullo schermo 16:9 HD.
Vabbè torniamo nei binari. Il catalogo "indipendente" di XBOX Live di solito viene additato a galleria di buone intenzioni incompiute e di pessime intenzioni compiute, con qualche rara perla nel mezzo; a giudicare dal feedback del pubblico entusiasta direi che Dark è la scossa audio-visiva che molti si aspettavano da tempo.
Breve, minimalista, neanche particolarmente rifinito dal punto di vista del gameplay, eppure - porcamiseria - funziona nel modo più "puro" che si possa immaginare: lo apri, lo completi in massimo venti minuti, lo chiudi, e dopo un po' - nel frattempo passano un paio di giorni - ti viene voglia di aprirlo di nuovo e ricominciare da capo. Questo secondo me è il segno di quando un gioco ha la basi giuste.
Di margini per migliorarlo me ne vengono in mente almeno due, non trovo un limite la mancanza di un tabellone dei punti vero e proprio, piuttosto a me farebbe piacere avere la possibilità di affrontare puzzle più complessi - magari potenzialmente letali - al comando di un protagonista meno "rigido" e con controlli più precisi. Alla luce di ciò spero davvero il buon Russell decida in favore di una edizione estesa e limata, perché già ora come ora la passeggiata avventurosa in penombra dello strano ometto a forma di rombo è un'esperienza multimediale che appaga.
Dark è in vendita su XBOX Live a 80 punti, l'edizione per PC, è gratuita ma richiede una scheda grafica medio-recente e la preinstallazione di una manciata di librerie (niente panico, se queste ultime non sono presenti se ne occupa direttamente l'installer).
Osmos
March 22nd, 2009E ora qualcosa di completamente diverso Eh sì, a chi voglio darla a bere? Sui giochi di questo genere ci metto la firma.
Il sito di Hemisphere Games non si dilunga in spiegazioni, Osmos allo stato attuale è ancora un progetto in divenire, eppure fra le produzioni indipendenti pare essersi già costruito una fama solida. Gli ultimi aggiornamenti lo danno per approdato nello store di casa Valve.
Come sappiamo, "Il pesce grande mangia il pesce piccolo"; tenendo bene a mente questa regola di vita dettata dalla saggezza popolare, possiamo provare a scalare la gerarchia della comunità di placidi organismi multicellulari. Se proprio vogliamo, perché in teoria nulla ci impedisce di appoggiare il mouse e goderci la colonna sonora lasciando che le correnti facciano il loro corso, ma volete mettere la soddisfazione di prendere il controllo in prima persona del nostro blob giallo-celeste?
In buona sostanza Osmos si può definire una gara di sopravvivenza: tutte le volte in cui veniamo in contatto con un organismo di diametro minore (visivamente si riconoscono dal colore blu-porpora), la sua massa viene progressivamente assorbita e va ad accrescere quella dello sferoide sotto il nostro controllo. Parimenti, quando si incoccia in qualcosa di grosso & poco digeribile (rosso, o rosso-arancio) è il momento di fluttuare altrove, pena la riduzione ai minimi termini. Come se ciò non bastasse, qualsiasi movimento comporta l'espulsione, e quindi la perdita, di una certa massa, ecco quindi un altro fattore da tenere in considerazione prima di puntare la preda più appetibile dall'altra parte della vasca.
A questo punto sono davvero curioso di vederlo finito, è proprio uno di quei giochi che su XBOX Live Arcade comprerei a occhi chiusi.




