Tags: giochi per windows
Per chi ha trascorso gli ultimi anni in una caverna
May 19th, 2010sivedeunasega
November 10th, 2009Se il signor Andrew Russell fosse nato a Fucecchio, il titolo sarebbe stato questo; immaginatelo sullo schermo 16:9 HD.
Vabbè torniamo nei binari. Il catalogo "indipendente" di XBOX Live di solito viene additato a galleria di buone intenzioni incompiute e di pessime intenzioni compiute, con qualche rara perla nel mezzo; a giudicare dal feedback del pubblico entusiasta direi che Dark è la scossa audio-visiva che molti si aspettavano da tempo.
Breve, minimalista, neanche particolarmente rifinito dal punto di vista del gameplay, eppure - porcamiseria - funziona nel modo più "puro" che si possa immaginare: lo apri, lo completi in massimo venti minuti, lo chiudi, e dopo un po' - nel frattempo passano un paio di giorni - ti viene voglia di aprirlo di nuovo e ricominciare da capo. Questo secondo me è il segno di quando un gioco ha la basi giuste.
Di margini per migliorarlo me ne vengono in mente almeno due, non trovo un limite la mancanza di un tabellone dei punti vero e proprio, piuttosto a me farebbe piacere avere la possibilità di affrontare puzzle più complessi - magari potenzialmente letali - al comando di un protagonista meno "rigido" e con controlli più precisi. Alla luce di ciò spero davvero il buon Russell decida in favore di una edizione estesa e limata, perché già ora come ora la passeggiata avventurosa in penombra dello strano ometto a forma di rombo è un'esperienza multimediale che appaga.
Dark è in vendita su XBOX Live a 80 punti, l'edizione per PC, è gratuita ma richiede una scheda grafica medio-recente e la preinstallazione di una manciata di librerie (niente panico, se queste ultime non sono presenti se ne occupa direttamente l'installer).
Cento lire
May 21st, 2009Era il costo di una partita a Pac Man, Space Invaders, Defender sul cabinato in un angolo dello stabilimento al mare; quei mobiloni di legno e alluminio incandescente con lo schermo perennemente controluce e il joystick che non andava mai bene a destra. Il fascino suscitato dai decani dei videogiochi da sala è ancora ben vivo, del resto non è che ci siano molti margini per migliorare concetti così classici...
O no? Si potrebbe provare a rigiocarli tutti insieme...tipo, contemporaneamente.

ROM CHECK FAIL prende in prestito grafica e sonoro da una buona decina di arcade vetusti e li mischia ogni tot secondi, regalandoci l'esperienza di un platform, sparatutto, sparaform, tuttotutto, sparaplatto, tuttovabenelapianto in continua, caotica, evoluzione. dare la caccia ai fantasmi con Super Mario? Si può. Cannoneggiare con l'astronavina vettoriale di Asteroids le maledette linee letali di Qix? FINALMENTE SI PUO', VAFFANCULO!
Vado via, ho giusto un paio di conti da regolare.
Osmos
March 22nd, 2009E ora qualcosa di completamente diverso Eh sì, a chi voglio darla a bere? Sui giochi di questo genere ci metto la firma.
Il sito di Hemisphere Games non si dilunga in spiegazioni, Osmos allo stato attuale è ancora un progetto in divenire, eppure fra le produzioni indipendenti pare essersi già costruito una fama solida. Gli ultimi aggiornamenti lo danno per approdato nello store di casa Valve.
Come sappiamo, "Il pesce grande mangia il pesce piccolo"; tenendo bene a mente questa regola di vita dettata dalla saggezza popolare, possiamo provare a scalare la gerarchia della comunità di placidi organismi multicellulari. Se proprio vogliamo, perché in teoria nulla ci impedisce di appoggiare il mouse e goderci la colonna sonora lasciando che le correnti facciano il loro corso, ma volete mettere la soddisfazione di prendere il controllo in prima persona del nostro blob giallo-celeste?
In buona sostanza Osmos si può definire una gara di sopravvivenza: tutte le volte in cui veniamo in contatto con un organismo di diametro minore (visivamente si riconoscono dal colore blu-porpora), la sua massa viene progressivamente assorbita e va ad accrescere quella dello sferoide sotto il nostro controllo. Parimenti, quando si incoccia in qualcosa di grosso & poco digeribile (rosso, o rosso-arancio) è il momento di fluttuare altrove, pena la riduzione ai minimi termini. Come se ciò non bastasse, qualsiasi movimento comporta l'espulsione, e quindi la perdita, di una certa massa, ecco quindi un altro fattore da tenere in considerazione prima di puntare la preda più appetibile dall'altra parte della vasca.
A questo punto sono davvero curioso di vederlo finito, è proprio uno di quei giochi che su XBOX Live Arcade comprerei a occhi chiusi.
μ-cade
March 12th, 2009Adrenalinico; poche altre parole calzano così a pennello per definire lo stile di gioco di μ-cade. Questo sparatutto, che poi sarebbe più corretto chiamare spingitutto, riassume in sé tutto il fascino dei vecchi arcade vettoriali: velocità e colori al neon.
Invece di pistolettare a destra e a manca per diritto divino come si fa di solito, i - voluminosi - proiettili vanno direzionati con cura per spingere fuori dai bordi dell'arena qualsiasi cosa si muova, in una sorta di incontro di sumo versione extragalattica.
Buttare nel vuoto cosmico le astronavi avversarie prima che lo facciano loro è a tutti gli effetti lo scopo primario del gioco. Naturalmente non è finita qui: il comodo e maneggevole cannoncino può tornare utile per smembrare gli avversari meccanici e appropriarsi dei pezzi rimasti alla deriva; ciò da una parte aumenta in modo considerevolmente il moltiplicatore dei punti, dall'altra, come purtroppo è ovvio, manda a farsi benedire velocità e manovrabilità. Troppi OUT ed è GAME OVER.
Non ci sono requisiti particolari, su un computer di terza-quart'ultima generazione gira liscio; mi permetto tuttavia di suggerire vivamente l'uso di un joypad con due leve analogiche, l'alternativa, invero poco ergonomica, è dattilografare a velocità warp sulla tastiera; e con tutto quello che succede sullo schermo, semplicemente, non si può.



